Bonus mobili ed elettrodomestici 2025: che cos’è e come richiederlo

Bonus mobili ed elettrodomestici 2025: che cos’è e come richiederlo

È stato confermato dalla Legge di Bilancio anche per il 2026 il bonus mobili ed elettrodomestici, un’agevolazione che offre la possibilità di usufruire di una detrazione elettrodomestici e mobili Irpef del 50%. Rispetto al bonus elettrodomestici 2024, le regole rimangono stabili: lo sgravio è calcolato su un importo massimo di 5.000 euro per le spese sostenute nel corso dell’anno (lo stesso tetto previsto per il bonus elettrodomestici 2025).

Per ottenere lo sgravio fiscale, i beni devono essere nuovi e rispettare precise classi energetiche (es. classe A per i forni).

In sintesi: le regole del Bonus 2026

  • Bonus mobili senza ristrutturazione: La detrazione Irpef del 50% (il classico bonus mobili elettrodomestici) richiede sempre un intervento edilizio.

  • Bonus elettrodomestici senza ristrutturazione: Esiste però un contributo specifico erogato dal MIMIT (tramite App IO, introdotto come bonus elettrodomestici 2025 senza ristrutturazione e attivo fino a esaurimento fondi) fino a 200€ per sostituire vecchi apparecchi senza fare lavori in casa.

  • Bonus mobili IVA: L’iva sui mobili e l’iva su elettrodomestici acquistati in negozio è sempre al 22%. L’IVA agevolata al 10% si applica solo in specifici contratti di appalto.

Chi può ottenere il bonus elettrodomestici e mobili nel 2026

Come specificato dall’Agenzia delle Entrate, il bonus cucina e arredi interessa a:

“tutti coloro che acquistano entro il 31 dicembre 2026 mobili o elettrodomestici nuovi di classe non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori e hanno realizzato interventi di ristrutturazione edilizia a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei beni (es. 1° gennaio 2025 per acquisti nel 2026)”.

Fonte: agenzia delle entrate bonus mobili ed elettrodomestici

Ecco chi può ottenere le agevolazioni fiscali:

  • proprietari degli immobili

  • titolari di contratti per la nuda proprietà

  • affittuari e usufruttuari

  • titolari di contratti per il comodato d’uso dell’immobile

  • soci di cooperative e società semplici

  • imprese familiari e imprenditori individuali (immobili non per uso strumentale)

  • coniugi del proprietario, parenti (fino al 3° grado) o affini (fino al 2° grado) se conviventi

La detrazione è valida anche quando i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dall’immobile ristrutturato (ad esempio, si ristruttura il bagno ma si richiede il bonus mobili cucina).

Prodotti che si possono inserire in detrazione

La normativa permette di detrarre l’acquisto di:

  • Mobili nuovi: Per esempio: letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione. È escluso l’acquisto di porte, pavimentazioni (per esempio, il parquet), tende e tendaggi, altri complementi di arredo.

  • Elettrodomestici nuovi: Di classe energetica specifica, come rilevabile dall’etichetta energetica. Rientrano nei grandi elettrodomestici, per esempio: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura. Particolarmente ricercato è il bonus elettrodomestici piano cottura induzione: è assolutamente possibile inserire il piano cottura induzione bonus elettrodomestici tra le spese agevolabili.

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Lavori di ristrutturazione necessari per ottenere il bonus

Per ottenere la detrazione Irpef del 50% sono necessari i seguenti interventi edilizi:

  • Manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti. I lavori di manutenzione ordinaria su singoli appartamenti (per esempio tinteggiatura di pareti e soffitti, sostituzione di pavimenti o infissi esterni) non danno diritto al bonus.

  • Ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza.

  • Manutenzione ordinaria, straordinaria e ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali (in questo caso il bonus spetta ai condomini pro-quota per l’arredo delle parti comuni).

Importo detraibile del bonus mobili

Indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione, la detrazione del 50% va calcolata su un importo massimo di 5.000 euro per il 2026 (lo stesso importo in vigore per il 2024 e il 2025), riferito complessivamente alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

Il contribuente potrà continuare a usufruire delle quote di detrazione (ripartite in 10 anni) non utilizzate anche se l’abitazione oggetto di ristrutturazione è ceduta prima che sia trascorso l’intero periodo.

Come pagare gli acquisti per ottenere l’agevolazione

Per usufruire della detrazione, i pagamenti devono essere tracciabili:

  • Pagamento con bonifico: bancario o postale, da cui risultino la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il numero di partita Iva (o codice fiscale) del venditore.

  • Pagamento con carte di credito o carte di debito: La data di pagamento è individuata nel giorno di utilizzo della carta (ricevuta di transazione) e non nel giorno di addebito sul conto.

Attenzione: non è consentito pagare con assegni bancari, contanti o altri mezzi.

Iva agevolata al 10% o al 22%: come funziona per mobili ed elettrodomestici?

Molti clienti si interrogano sull’iva bonus mobili chiedendosi: per la mia cucina iva 10 o 22?

Facciamo chiarezza sul dibattito bonus mobili iva al 10 o al 22.

In Italia, l’iva su elettrodomestici e l’iva sui mobili per l’acquisto diretto in negozio o online (come per l’acquisto di una nuova cucina) sconta sempre l’aliquota ordinaria del 22%. Pertanto, se acquisti dal rivenditore, l’iva elettrodomestici e l’iva mobili (compresa l’iva sulle cucine) non viene mai scontata al 10%, nemmeno se stai usufruendo del Bonus Mobili.

Quando si applica l’IVA al 10%?

Sulle prestazioni di servizi relativi a interventi di manutenzione (ordinaria e straordinaria) realizzati su immobili residenziali da una ditta appaltatrice, è previsto un regime agevolato con Iva ridotta al 10%. Se l’impresa fornisce dei “beni significativi” (come ascensori, infissi esterni, caldaie, video citofoni, sanitari e rubinetteria), l’aliquota del 10% si applica a tali beni soltanto fino a concorrenza del valore della prestazione di manodopera.

Non si può applicare l’Iva agevolata al 10%: 

  • all’iva su mobili o arredi tradizionali e apparecchiature domestiche acquistate per la casa;

  • ai materiali o ai beni forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori (es. acquisto diretto del committente);

  • alle prestazioni professionali o ai subappalti fatturati all’impresa principale.

FAQ

Esiste un bonus mobili senza ristrutturazione?

No, per usufruire della detrazione Irpef del 50% sugli arredi la ristrutturazione è sempre obbligatoria.

Ho sostituito la caldaia, posso usufruire dell’agevolazione per l’acquisto di mobili?

Si, la sostituzione della caldaia rientra tra gli interventi di “manutenzione straordinaria” idonei, purché ci sia un conseguente risparmio energetico rispetto alla situazione preesistente.

Posso usufruire della detrazione per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici se ho realizzato un intervento di riqualificazione energetica (Ecobonus)?

Gli interventi finalizzati al risparmio energetico (per esempio, l’installazione di pannelli solari o la sostituzione impianti di climatizzazione) non consentono di ottenere il bonus mobili, a meno che non rientrino contemporaneamente anche come manutenzione straordinaria.

Se con gli interventi di ristrutturazione si suddivide la vecchia abitazione in due piccoli appartamenti, il limite di spesa raddoppia?

No, nel caso di accorpamento o suddivisione di unità abitative, per l’individuazione del limite di spesa per l’acquisto dei mobili vanno considerate le unità immobiliari censite in catasto all’inizio degli interventi edilizi.

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